Difendere e costruire diritti con le lotte e il conflitto sociale

16 ottobre – Noi ci saremo!

[di Antagonist* contro la crisi]

Il 16 Ottobre parteciperemo alla manifestazione indetta dalla Fiom in difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Parteciperemo perché riteniamo giusto manifestare al fianco di chi tenta oggi di difendere chi lavora e suoi interessi, a discapito di capitalisti illuminati e sindacalisti venduti.

La distanza dalla Fiom è considerevole dall’idea e della pratica politica del mondo dell’antagonismo ma in questa fase crediamo sia  giusto ed utile supportare una forza che, sebben calata nel sistema sindacale, fin troppo condita da burocrazie e poltrone, provi a costruire un’ opposizione credibile all’attacco che il padronato e i suoi sindacati governativi stanno sferrando con forza.

Percorriamo strade diverse, scontiamo inadeguatezze alla fase e, da parte del sindacato, un’incapacità di rappresentare realmente gli interessi di chi non è interno ai comparti produttivi regolati da forme di contrattazione collettiva.

Il progetto Fabbrica Italia, l’ideologia di Marchionne, la pratica della Mercegaglia e il servilismo di Bonanni e Angeletti, sono parti di un progetto che nasce nell’industria metalmeccanica ma si esporterà in tutta la società. La precarietà generalizzata è l’anteprima di cosa vorrebbero gli industriali, capaci di incassare soldi dallo stato in ogni momento, salvo poi chiedere libertà d’impresa subito dopo.

La partita che si gioca in questa fase è importante e va ben oltre il 16, i metalmeccanici, la Fiom stessa. La sfida a cui siamo chiamati è qualcosa di più di un semplice conflitto su contrattazione e rappresentanza. E’ l’essenza stessa del conflitto, di classe e di parte, l’anima del cambiamento possibile, smaterializzato da questa realtà politica fatta da troppi che per troppo tempo hanno badato solo a mantenere un sistema che ha funzionato fino a che faceva comodo alla controparte. Quel sistema di scambio implicito tra tessere e rappresentanza, tra favori e poltrone, tra cordiali colloqui tra chi affama e chi ha fame.

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Studenti e studentesse di Bologna contro l’aggressione israeliana!

Da sempre come studenti e studentesse dell'università e degli istituti
superiori di Bologna siamo al fianco del popolo palestinese nella sua lotta
per la libertà e l'autodeterminazione. Nel corso degli anni abbiamo
assistito allo svilupparsi delle politiche sioniste israeliane fatte di
discriminazione, violenze e soprusi nei confronti di un popolo che sta
subendo un genocidio quotidiano nel tentativo di zittire le sue voci e
fiaccare la resistenza di chi tenacemente difende il diritto di poter
vivere nella propria terra. Anche oggi abbiamo l'ennesima riprova degli
intenti criminosi della strategia israeliana che non risparmia nemmeno chi
si prodiga di portare solidarietà e aiuti ad un popolo in ginocchio,
commettendo un eccidio la cui gravità è sotto gli occhi di tutti.
Nonostante che Israele e i suoi amici abbiano da sempre il sostegno di
media e governi occidentali - che dipingono i palestinesi come terroristi,
tacendo delle condizioni estreme in cui versa il ghetto di Gaza - siamo
sempre riusciti all'interno del mondo della formazione, nelle nostre scuole
e in zona universitaria a creare dei momenti di contestazione della
politica del terrore israeliana ad esempio denunciando le collaborazioni
dell'università di Bologna con lo stato assassino di Israele, preparando il
boicottaggio della fiera del libro di Torino dove Israele figurava come
ospite d'onore, partecipando e organizzando le giornate di lotta e di presa
di parola cittadina contro l'operazione piombo fuso sfilando a fianco dei
nostri fratelli migranti, occupando le facoltà che altrimenti non vengono
concesse se si vuole parlare del fatto che, forse, quelli che sono i nostri
amici e quelli che sono i nostri nemici non ce lo insegnano la scuola dei
tagli e i telegiornali del pensiero unico ma lo apprendiamo riconoscendoci
nelle lotte e nei movimenti che a livello globale camminano a testa alta
seguendo la direzione giusta.
Piazza del Nettuno ore 17 tutti e tutte presenti al fianco del popolo
palestinese e dei suoi amici.
C.ollettivo U.niversitario A.utonomo - Bologna
C.ollettivo A.utonomo S.tudentesco - Bologna

Bologna – Partigiani d’oggi per la solidarietà globale! Presidio sotto il Nettuno ore 17

A seguito dell’ennesimo atto infame del regime sionista di Israele,
colpevole di aver attaccato, peraltro in acque internazionali, la
Flotilla Freedom carica di aiuti umanitari per il popolo in gabbia di
Gaza, il Laboratorio Crash! convoca un presidio al fianco del popolo
palestinese contro le aggressioni e le intimidazioni israeliane.
Appuntamento ore 17 piazza Nettuno.

Il comunicato che lancia il presidio:

Questa notte lo stato israeliano ha assaltato la FREEDOM FLOTILLA, sette
navi con a bordo circa 700 volontari e 100000 tonnellate di aiuti
umanitari e materiali per ricostruire Gaza, dopo 3 anni di embargo e
l’operazione piombo fuso, che lo scorso dicembre costò distruzione e
migliaia di lutti per gli uomini e le donne abitanti delle terre di
Gaza.

L’assalto si è concluso con un vero massacro: decine di volontari
gassati e fucilati dal commando dell’esercito israeliano.

Senza se e senza ma schieriamoci tutti e tutte dalla parte giusta!

Al fianco degli uomini e donne palestinesi in lotta e riconosciamo negli
uomini e donne della Freedom Flottilla gente del nostro mondo, del
mondo del coraggio, della solidarietà, della dignità! Loro come noi
partigiani d’oggi, loro come noi nell’intifada globale per conquistare
il nostro futuro di pace e giustizia sociale!

Facciamo appello a tutti e tutte a partecipare ad una prima iniziativa
di denuncia e di solidarietà, appuntamento alle 17 in piazza del
nettuno.

Partigiani e partigiane della solidarietà globale, movimento antagonista
della città è il tempo di manifestare con forza il nostro No allo stato
assassino sionista! E’ tempo di schierarsi al fianco dei palestinesi e
delle palestinesi, è tempo di far emergere il nostro mondo di
solidarietà globale!

LABORATORIO CRASH!

Interrotto il convegno sul processo di Bologna nella facoltà di Giurisprudenza

[Infoaut.org]

da www.uniriot.org


Bologna – Gli attivisti e le attiviste del Collettivo Universitario
Autonomo e del Collettivo Aula 1 di Giurisprudenza hanno interrotto il
convegno internazionale promosso dalla stessa facoltà di Legge sul
Processo di Bologna.
Non invitati a esprimere la propria posizione nel convegno e
sistematicamente scavalcati, nelle decisioni sul proprio futuro, da
figure tecniche così brave ad elaborare strategie di ampio respiro
sulle teste di chi attraversa ogni giorno l’università e la metropoli
Bologna, verso le 10.30 gli studenti e le studentesse hanno preso parola e rimarcato l’illegittimità di incontri come questi.
Incontri che nel decennale del Processo di Bologna,
il trattato di armonizzazione del comparto-istruzione europeo,
discutono su come proseguire nella strategia (che del processo di
Bologna è intima sostanza) di precarizzazione, flessibilità,
dequalificazione dei saperi e svendita dell’università ai privati.
Sono stati denunciati i tentativi di neoelitizzazione dell’università tramite meccanismi quali i tagli e l’introduzione della cosiddetta “meritocrazia”, ma anche ribadito il portato e la ricchezza che i collettivi universitari rappresentano,
tramite seminari di autoformazione, dibattiti e tutte le attività tese
a formare sapere critico e di conflitto, attività che i burocrati
europei cercano di eliminare dalle università al fine di renderle vasti
bacini di forza-lavoro per stage, tirocini, ovviamente in una
condizione di continua precarietà.
Successivamente sono stati attaccati striscioni nella facoltà e in
Piazza Verdi e iniziato un attacchinaggio e volantinaggio del comunicato che riportiamo qui sotto:

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Abbiamo dissotterrato l’ascia di guerra! Verso il 12 marzo, studenti medi in lotta!

[Infoaut.org]

L’assemblea nazionale del 27 febbraio scorso ha costituito
l’ennesimo passaggio di un percorso politico conflittuale da parte
degli studenti e delle studentesse di licei e istituti tecnici.
Seguendo l’indicazione di caratterizzare la giornata del 12 marzo come
data in cui scoprire, mettere a nudo le controparti (provveditori,
dirigenti scolastici, docenti-canaglie) opposte alle legittime istanze
di chi vive ogni giorno le sedi scolastiche, Bologna si muove e lancia
un assedio in stile western ai fortini della governance del sapere. Nel
mirino, oltre all’orientamento filosofico della riforma Gelmini
consistente in tagli e dequalificazione dei saperi, ci sono i
provvedimenti concreti e tangibili dell’ostilità da parte delle
istituzioni della formazione alle rivendicazioni di sapere libero e
critico, di spazi di aggregazione, di recupero di tempi di vita da
parte di studetni e studentesse: 5 in condotta, badge agli ingressi
scolastici, registri online. Mercoledì alle 15 si terrà una conferenza
stampa di fronte agli uffici dell’ex-provveditoriato in via De’
Castagnoli.

Riportiamo il comunicato di presentazione della giornata del C.A.S.:

12 marzo: Abbiamo dissotterato l’ascia di guerra!

In linea con quanto emerso dall’Assemblea Nazionale degli studenti medi
tenutasi il 27 febbraio al Laboratorio occupato Crash! anche a Bologna
la data del 12 marzo costituirà l’occasione per un’importante presa di
parola delle studentesse e degli studenti contro questa aberrante
riforma.

Dopo le occupazioni delle scorse settimane e il grande corteo del 19
febbraio che ha visto tutte le scuole picchettate e cortei spontanei
non autorizzati raggiungere il concentramento dal quale migliaia di
studenti e studentesse hanno invaso la città con tutta la loro rabbia e
determinazione, è importante rilanciare le lotte sul terreno della
formazione. Data l’ottima coordinazione nazionale, emersa dalle scorse
assemblee nazionali di Napoli e Torino, che ha portato alla costruzione
autonoma e indipendente della giornata del 19 febbraio slegata da
qualsivoglia percorso istituzionale anche la giornata del 12 marzo
parlerà di autonomia e autorganizzazione con lo stesso spirito vincente
che ha attraversato le occupazioni delle scuole il mese scorso.

Crediamo sia importante per continuare il percorso di lotte intrapreso
qua a Bologna, ma anche a livello nazionale, andare a snidare quelle
istituzioni che, complici con lo sceriffo Maria Stella, hanno il
triste compito di applicare la Riforma nei territori. Stiamo parlando
di quei fortini slegati dai reali bisogni e desideri di studenti,
studentesse, precari e precarie che sono i Provveditorati e le sedi del
MIUR: le tribù degi studenti li assedieranno ben consapevoli che è da
lì che lo sceriffo Maria Stella e i suoi sedicenti cow boys vogliono
deturpare le nostre praterie. Credono con un 5 in condotta di fermare
il dissenso delle tribù degli studenti e delle studentesse, ma sarà la
nostra condotta che nasce dalla lotta a disarmare i cow boys della
Gelmini!

Le nostre praterie parlano di percorsi di lotta e autogestione, di
costruzione dal basso di saperi di conflitto, di antifascismo,
antirazzismo e antisessismo. I loro fortini, invece, ci parlano di
burocrazia, miopia culturale e sono l’avamposto di un governo razzista
e di uno stato padrone che vuole decidere sui nostri corpi e sul nostro
futuro. Ma noi abbiamo dissotterrato l’ascia di guerra e ben piantato
le nostre tende, i pionieri della privatizzazione e del pensiero unico
non sanno cosa li aspetta nelle nostre praterie!

12 marzo 2009 – Abbiamo dissotterrato l’ascia di guerra! Assedio al
Provveditorato avamposto dello sceriffo Maria Stella. Concentramento
ore 9.00 incrocio via Righi-via Indipendenza.

C.ollettivo A.utonomo S.tudentesco – Bologna