MARTEDI 20 MAGGIO: Street Soccer 2.0....DIAMO UN CALCIO ALLE RONDE!!!

Ancora la retorica del degrado e dell'insicurezza, ancora la solita risposta da parte di AN/AzioneGiovani che hanno dichiarato di volersi prendere piazza Verdi come modalità di controllo del territorio da cui far partire le proprie ronde in quartiere. Come student* e precari* quotidianamente rendiamo viva, vitale e ricca di socialità la città di Bologna, facciamo della zona universitaria un cuore pulsante di intelligenza collettiva e di creatività fuori dalle logiche della mercificazione e del controllo sociale.

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Sabato 17 Maggio corteo antifa Verona

Nicola è ognuno di noi.
Con la rabbia dentro al cuore. 

  Meeting point
ore 11.00
@ stazione FS Bologna

Nicola è ognuno di noi. La mano che ha ucciso Nicola è una mano fascista.
Una palese verità che nè distorsioni mediatiche, nè mistificazioni giudiziarie possono cancellare.

Una verità che da il segno, con il dramma dell'assassinio di un altro ragazzo a Verona, ma come anche a Roma, Milano ed in altre parti del territorio nazionale, della presenza e del radicamento di formazioni squadriste neofasciste, di un'allarmante estensione delle aree di influenza di una cultura e di una società che attorno agli assiomi di odio ed intolleranza costruiscono e legittimano sè stesse. In una crisi altrettanto duratura della guerra permanente, laddove il movimento antagonista e quello dei centri sociali restano indietro sulla capacità di costruire attorno a sè una conflittualità sociale di parte, la destra radicale affina strumenti d'azione, sperimenta nella società il suo agire e riversa nelle istituzioni la sua presenza territoriale. La composizione dell'attuale governo, così come la vittoria di Alemanno a Roma, ne sono chiaro simbolo e sintomo.

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BazReport: l'opposizione alla guerra non si processa

Il 20 marzo 2003 ha avuto inizio la guerra di aggressione contro l'Iraq, che dura ancora oggi. Quel giorno a Bologna migliaia di persone invasero la Stazione Centrale, entrandoci in corteo, violando il blocco della polizia, bloccando i binari.

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torino 10 maggio free palestine

Torino, 10 maggio 2008. 8000 persone attraversano in corteo i quartieri popolari di San Salvario e Nizza Millefonti fino ad arrivare al Lingotto, dove la manifestazione termina fra i lanci di fumogeni e i discorsi delle varie associazioni e dei collettivi scesi in piazza. Delegazioni arrivate da Padova, Milano, Bologna e anche dall'estero ( Svizzera, Israele stesso) tutte con l'intento di contestare la decisione da parte della Fiera del Libro di invitare, come ospite d'onore, lo Stato di Israele nei sessant'anni della sua fondazione, lasciando nel dimenticatoio quello che la nascita di Israele ha portato, ovvero la catastrofe del popolo palestinese, la Nakba, con i suoi 850.000 morti e i suoi 531 villaggi distrutti. Senza parlare di quello che è successo dopo, (Continua)

L'opposizione alla guerra non si processa

Per reclamare la non processabilità per tutti i compagni e le compagne accusati di reati connessi alla resistenza alla guerra globale invitiamo tutte e tutti a costruire insieme la giornata di mobilitazione del 14 maggio, giorno precedente all’udienza contro le/i 47 compagne e compagni

MERCOLEDI' 14 MAGGIO
Manifestazione insieme al Presidio Permanente NO dal Molin
davanti al Consorzio Cooperative Costruzioni
Ore 11.30, Via Marco Emilio Lepido 182/2

CORTEO CITTADINO
Concentramento ore 17, Piazza Verdi
RESISTERE ALLA GUERRA, NO AI PROCESSI VENDETTA NO AL BUSINESS DI GUERRA. FERMIAMO L'APPALTO DI MORTE, FERMIAMO LA COOPERAZIONE GUERRAFONDIARIA CRIMINALE E' CHI FA LA GUERRA NON CHI RESISTE COORDINAMENTO IMPUTATI CONTRO LA GUERRA

Prime adesioni:
Cs Tpo, XM24, Vag 61, Lab. Crash, L. 57, Lazzaretto Autogestito, Disarmiamoli, Cobas, RDB-CUB, Circolo Berneri, Circolo Iqbal Masih, Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, PRC Federaziome di Bologna, Lista Reno, C.U.A., Aut_Of, USI-AIT

CONTRO LE RONDE GLI STUDENTI DIFENDONO LA ZONA UNIVERSITARIA

Martedì 6 maggio si è svolta una giornata di azione contro la repressione e il controllo, contro la militarizzazione della zona universitaria ma soprattutto contro le ronde finiane capeggiate dal deputato Raisi e dal consigliere Bignami. Dalle 22 una trentina tra studenti di Azione Universitaria, ex poliziotti, e singoli cittadini giravano per le vie di Bologna in gruppi da 4 o 5 armati di cellulare e macchina fotografica per pattugliare e controllare il centro e la periferia di Bologna.

ADDIO NICOLA

La sera del 1 maggio a Verona, Nicola Tommasoli è stato brutalmente picchiato da un gruppo di neonazisti.
Entrato in coma il suo corpo ha cercato di resistere fino al pomeriggio del 5 quando purtroppo il vasto ematoma, causato dai calci, gli ha provocato la morte.
Morire per futili motivi mette rabbia.
Morire perché un gruppo di balordi accecati dalla loro idiozia pensa di essere superiore a tutto e tutti ne mette ancora di più.
I giornali hanno raccontato l'aggressione subita da Nicola contornandola di commenti banali e strumentali. Preferiamo, per adesso, non fermarci più di tanto sulle dichiarazioni del ripulito-fascista, neo presidente delle camera, Gianfranco Fini, che in queste situazioni non riesce nascondere il suo lato più becero, dal punto di vista umano e politico. L’unica certezza in questa assurdità è che 5 nazisti hanno picchiato a morte un giovane, 5 nazi-ultrà hanno massacrato un ragazzo che era a terra ed ora cercano di nascondere la loro aggressione mascherandola per rissa. 2 dei nazi avevano precedenti per altre aggressioni.
Sempre futili motivi.
Picchiare qualcuno perchè mangia un kebab o indossa una maglietta di una squadra di calcio del sud o perchè semplicemente è “diverso” non è un fatto politico, sono ancora “futili motivi”...
La scuola dove questi balordi hanno coltivato le loro idee la conosciamo, “Veneto Fronte skinhead” e curva del verona, luoghi dove razzismo e intolleranza vengono esaltati come valori. Si scaricano la colpa questi vigliacchi, cercano di graduare le responsabilità rinnegando anche la loro appartenenza a gruppi nazi per cercare di uscirne puliti ma noi conosciamo benissimo il loro gioco e anche se la cosiddetta giustizia bilancerà la loro colpa per noi rimarrà eguale, come eguale dovrebbe essere la loro punizione.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle persone che erano vicine a Nicola e al ragazzo aggredito insieme a lui ribadendo la nostra posizione contro tutti i tipi di fascismi e contro questo clima politico che protegge ed esalta l’odio razziale.

Sola rabbia nessun perdono.

Collettivo Universitario Autonomo 

L’OPPOSIZIONE ALLA GUERRA NON SI PROCESSA

Assemblea cittadina Martedì 6 maggio ore 20.45 Sala del Baraccano, via Santo Stefano 119

Il 20 marzo 2003 ha avuto inizio la guerra di aggressione contro l’Iraq, scatenata dall’amministrazione USA per costruire un nuovo ordine mondiale con gli obiettivi di controllare direttamente le risorse petrolifere mediorientali e rispondere con una sorta di keynesismo di guerra ad una pesante recessione economica, una guerra legittimata con la menzogna alla quale successivamente ha partecipato il nostro paese in sfregio all’articolo 11 della costituzione “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” dimostrando una volta ancora la sua completa subalternità alle pratiche di dominio imperialiste.

L’invasione dell’Iraq ha portato alla morte di un milione di irakeni; da quella guerra infausta ed infame, promossa -come il colonialismo di fine ‘800 - con il pretesto della guerra per la civiltà, hanno avuto luogo le torture di Abu Ghraib, lo sterminio con le bombe al fosforo di Falluja, i campi di concentramento a Guantanamo e nei paesi satelliti, le extraordinary rendition cioè i rapimenti, le sparizioni e le torture diffuse (in Italia il caso di Abu Omar), il Patriot act e la sospensione dello stato di diritto. Quella guerra è servita a legittimare una sorta di stato di emergenza permanente, in cui la riduzione del conflitto sociale e dell’antagonismo politico in problemi di ordine pubblico sono state le risposte del potere per tentare di annichilire quell’eterogeneo movimento antisistema che ha messo in crisi le logiche e le pratiche di dominio e di controllo.
 (Continua)

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