Israele assalta Freedom Flotilla in acque internazionali! Almeno 16 morti, decine i feriti

Non bastano le parole per commentare l’ennesimo attacco infame
d’Israele. Un massacro ingiustificabile, una prova di forza folle, anche
dal punto di vista d’Israele (…). La riproposizione della violenza e
della morte contro ogni movenza palestinese, contro ogni azione di
solidarietà reale che agita le contraddizioni e le sembianze dello Stato
sionista. Dopo il sangue del convoglio Free Gaza, oggi quello della
Freedom Flotilla.
Un attacco furioso consumato, da quanto rimbalzato a più voci, da quanto
riferito da Al Jazeera e dai media mediorientali, in acque
internazionali: mai, nelle passate missioni navali pacifiste, era stato
possibile per i pacifisti entrare nelle acque territoriali di Gaza
(controllate dalla marina israeliana, che li aveva sempre bloccati
prima), Israele ci ha tenuto a non creare un precedente, al costo di
morti e feriti. Israele conferma i dati essenziali, inventa balle sulle
dinamiche e i perchè. I pacifisti della Freedom Flotilla avrebbero,
prima, opposto resistenza fisica al raid militare della marina, poi la
versione sarebbe cambiata con l’aggiunta dell’esplosione di colpi da
fuoco come origine dell’assalto… Ma che imparino almeno la dignità del
silenzio piuttosto di queste castronerie! Le navi della Freedom
Flotilla portavano più di 700 passeggeri di 40 nazionalità diverse e
volevano consegnare 10mila tonnellate di aiuti umanitari, tra cui
cemento, medicine, generi alimentari, e altri beni fondamentali per la
popolazione di Gaza. A bordo anche case prefabbricate, 500 sedie a
rotelle elettriche e 5 parlamentari (di Irlanda, Italia, Svezia,
Norvegia e Bulgaria) oltre a esponenti di ong, associazioni e semplici
cittadini. L’obiettivo della spedizione era rompere l’assedio disumano
vigente a Gaza.Hamas ha rivolto un appello perchè siano le ambasciate israeliane di
tutto il mondo il teatro della protesta e della rabbia contro la
violenza sionista, per domani, ha comunicato il premier Ismail Haniyeh, è
stato indetto uno sciopero generale nella Striscia di Gaza e in
Cisgiordania. Abu Mazen condanna e indice 3 giorni di lutto… Mentre
diversi Stati stanno convocando gli ambasciatori israeliani nei palazzi
dei governi, altri (più discretamente) stanno chiedendo ad Israele di
dare spiegazioni sull’accaduto. La Turchia è la più attiva,
conformemente al ruolo che si sta costruendo nello scacchiere
geopolitico del Medio Oriente.

Forti tensioni si registrano in Turchia, ad Istanbul, sotto l’ambasciata
israeliana, così come ad Amman, in Giordania, dove i manifestanti
pretendono che si chiuda la sede diplomatica sionista…


vedi anche:

[Acque internazionali, al largo della Striscia di Gaza – Infopal]
All’alba di quest’oggi, 31 maggio, Israele ha aggredito con navi da
guerra della Marina militare appoggiata da elicotteri la Freedom
Flotilla, che trasporta tonnellate di aiuti per la popolazione della
Striscia di Gaza, sotto embargo da circa quattro anni. Vi sono almeno
dieci morti (ma probabilmente di più) e vari feriti sulla nave turca
della Flotilla. L’aggressione – che è ancora in corso – è avvenuta in
acque internazionali, pertanto si tratta a tutti gli effetti di
pirateria. È degno di nota il fatto che i partecipanti sono persone
assolutamente pacifiche, disarmate, il cui unico scopo è quello di
portare gli aiuti alla popolazione di Gaza.
Il Comunicato degli attivisti sulla Freedom Flotilla
Nel cuore della notte, commandos israeliani hanno abbordato la nave
passeggeri Turca “Mavi Marmara” sparandole contro. Il filmato in diretta
streaming dall’imbarcazione mostra che 2 persone sono state uccise e 31
ferite. Al Jazeera ha appena confermato questi numeri. Israele ha
dichiarato che sta entrando in possesso delle imbarcazioni. Lo streaming
video mostra i soldati Israeliani che sparano a civili, e il nostro
ultimo messaggio spot diceva: ‘Aiutateci, siamo stati abbordati dagli
Israelian’. La coalizione formata dal Free Gaza Movement (Fg), European
Campaign to End the Siege of Gaza (Ecesg), Insani Yardim Vakfi (Ihh),
Perdana Global Peace Organisation , Ship to Gaza Greece, Ship to Gaza
Sweden, e International Committee to Lift the Siege on Gaza lancia un
appello alla comunità internazionale per chiedere a Israele di fermare
questo brutale attacco contro civili che stavano tentando di portare
aiuti di vitale importanza ai palestinesi imprigionati a Gaza e di
consentire alle navi di continuare il loro cammino. L’attacco è avvenuto
in acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele,
in violazione del diritto internazionale.

vedi anche:

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