Non pagheremo un euro in più a questa università!

 Ci risiamo…

Ad un
anno dall’inizio della crisi globale, crisi di un modello che, di fronte al
proprio fallimento, tenta comunque di far pagare i costi di questa violenta
rovina a precar*, lavorator*, migrant*, student*, anche l’Università di Bologna
sceglie la stessa direzione: aumento delle tasse, dispositivi di esclusione
e gerarchizzazione, e aumento del controllo/repressione
.

   
Infatti,
approfittando del periodo estivo e di esami, l’Università sta per approvare
(con la connivenza delle associazioni studentesche come Student Office e
Sinistra Universitaria) un aumento delle tasse per il prossimo anno accademico
e sta emanando provvedimenti disciplinari nei confronti di decine di attivist*
del movimento dell’Onda, che prevedono pene fino all’espulsione per un anno.

 
Dunque,
è chiaro che la risposta dell’Università alle istanze dal basso che hanno
gridato per tutto l’autunno e la primavera che non vogliono pagare la crisi, è
solo il non ascoltarle e un aumento dei costi e della risposta repressiva.

 
Complici
e solidali con gli/le attivist* attaccat* con provvedimenti disciplinari

Non pagheremo un euro in più a questa università!!!

Assemblea
– Mercoledì 24 Giugno ore 16.30 @ via Zamboni 38  

Seduta del C.d.A. per la ratifica
dell’aumento delle tasse

Martedi 30 giugno
ore 8 @ via Belmeloro 4

Blocchiamoli !

 
Dopo la grandissima giornata di lotta di
Torino contro il G8 University Summit, verso un autunno di riappriopriazione e
conflitto… Continuons le combat!

aumento tasse 2009

 

[Infoaut.org]

http://www.infoaut.org/bologna/articolo/cronache-universitarie-ovvero-come-scaricare-i-costi-della-crisi

Cronache universitarie: ovvero come scaricare i costi della crisi.

Sebbene abbia alle spalle un anno molto intenso in termini di mobilitazione
e di protagonismo nella scena politica nazionale e nelle sue declinazioni
locali, l’Onda non smette di produrre linguaggi e pratiche capaci di
descrivere con lucidità il progetto di scaricare i costi della crisi
globale su soggetti deboli come studenti e precari. A Bologna due sono gli
avvenimenti che hanno caratterizzato l’ultimo periodo, portando già in sè
alcuni di quei temi che a settembre, presumibilmente con la seconda parte
della riforma Gelmini approvata, caratterizzeranno la risposta dei
movimenti.

 
Da un lato, il vergognoso attacco, da parte della Prorettrice Monari, ad alcuni esponenti
di movimento, minacciati di sospensioni e ritorsioni
gravissime in termini di carriere universitarie in quanto capaci, più o meno 
volontariamente, di mettere a nudo l’essenza più intima dell’Unibo, non a caso 
soprannominata Alma Market Studiorum già in tempi non sospetti:confusionaria, 
burocratica e negligente nell’assegnare spazi a quei soggetti che fanno vivere la
città giorno dopo giorno ma estremamente lucida, rapida e decisa nell’andare a 
difendere i suoi interessi economici
quando questi potrebbero essere danneggiati 
o rallentati da una vicenda come quella riguardante la centralina presente nello
 stabile di via Capo di Lucca 30.

Dall’altra parte, il tentativo da parte dell istituzioni accademiche, che
verrà formalizzato il 30 giugno durante la sessione del Senato Accademico,
di rivedere al rialzo i criteri di fasciazione delle tasse universitarie.
Con questa riforma, per intenderci, chi non riuscirà a ed essere in pari,
anche per colpa di un solo esame o di un solo credito, a prescindere dalla
sua fascia Isee dovrà pagare le tasse universitarie corrispondenti alla
fascia più alta.
L’esempio ce lo fornisce la giornalista di Repubblica
Ilaria Venturi:

"..se Marco deve iscriversi al quinto anno di Medicina, ha un Isee di
12mila euro e ha accumulato 180 cfu
invece dei 184 richiesti, con l´attuale sistema pagherebbe 876 euro, con
il nuovo ne dovrebbe sborsare 1.792"

Questo provvedimento è inoltre bifronte, non basandosi soltanto sulla
volontà dell’università di prendersi una parte di quei 40 milioni che gli
sono stati tagliati dalla Gelmini dai suoi iscritti, ma anche nel
regolamentare, in una chiara politica volta al controllo sociale, i tempi e
i modi di studio – e quindi di vita – di questi ultimi. La natura del
sistema attuale dell’istruzione come mezzo di disciplinamento sociale viene
qui fuori in tutta la sua pericolosità e pervasività. Da notare inoltre
come tutto il provvedimento sia permeato da quella meritocrazia che
costituirà, in termini geopolitici, quel soft power che ammorbidirà
propagandisticamente la durezza del nuovo regolamento.

Continuando a seguire il filo che collega le prime mobilitazioni di
settembre-ottobre alle giornate di Torino del mese scorso, con la battaglia
sulle tasse si apre un capitolo importante della relazione governance
universitaria – soggetti deboli della metropoli
in cui forti spazi
di conflitto si intravedono, conflitti che i movimenti antagonisti devono
sapere cogliere e agire per poi portare una critica fortissima alla
complessità del sistema, in un nuovo forte autunno di movimento.

Importante allora è la partecipazione all’assemblea del 24 pomeriggio
(16,30 via Zamboni) per discutere di quello che comporterà il
provvedimento che verrà approvato il 30, e il 30 stesso bloccare la seduta
del Senato Accademico in cui l’ennesimo scaricamento della crisi sui nostri
redditi verrà approvato da una governance sempre meno legittimata a farlo.

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