MAY DAY '06 PARIGI Dall'autunno italiano al marzo francese, in viaggio contro la precarieta'!

Il movimento francese ha riempito questo 2006 di una musica diversa, che in tante e tanti, nel resto d'Europa, hanno subito riconosciuto. La musica del conflitto, della differenza, della discontinuita'.
Il “marzo francese” e' stato caratterizzato da una potenza straordinaria, da una capacita' inedita di produrre decisione comune, dai blocchi e dalle invasioni metropolitane dove si e' praticata una riappropriazione senza precedenti dello spazio e del tempo: una scossa tellurica che ha fatto tremare De Villepin e Chirac. Ma questo “marzo” e' stato segnato anche dall'incontro di lingue diverse, dalla partecipazione di una soggettivita' nomade europea in lotta, che in Francia e' venuta a condividere gli sforzi, la necessita' del conflitto e l'autonomia del progetto, imparando dal desiderio e dalla rabbia, dalla passione e dall'intelligenza che si e' espressa in questi mesi.

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Le lotte non si criminalizzano

Oggi 27 aprile 2006 il Collettivo Universitario Autonomo insieme ad altri collettivi del movimento universitario bolognese, e' in piazza per denunciare il grave attacco repressivo che ha colpito alcuni studenti che il 19 aprile 2005 hanno preso parte ad una autoriduzione alla mensa di piazza Puntoni gestita dalla ditta "CONCERTA s.p.a.".

L'iniziativa di autoriduzione organizzata dalla Rete Universitaria e da altre realta' di movimento nel 2005, ha visto la partecipazione di circa 200 studenti che si sono autoridotti il pasto ad 1 euro, a fronte dei 5,80 che  la mensa "piu' cara d'Italia" chiede agli studenti per mangiare. Nonostante durante l'iniziativa non ci siano stati ne' scontri ne' incidenti, il solito pm Paolo Giovagnoli, ha notificato a 9 studenti denunce per violenze private con l'aggravante di eversione dell'ordine democratico, e ad altri 11 quella di manifestazione non autorizzata.

Questo colpo che la procura bolognese sferra al movimento fa parte di un attacco complessivo con cui la magistratura cittadina ormai da 3 anni criminalizza le lotte sociali, riducendo i problemi politici e sociali a mere questioni di legalita' e ordine pubblico; non solo ma costruendo un teorema assolutamente infondato che vorrebbe le lotte politiche pericolose azioni di eversione dell'ordine democratico, e per questa via poter ricorre all'aggravante giuridica voluta negli anni '70 da Cossiga: cosi e' stato per l'occupazione di via del Guasto di System Error (lotta contro il copyright e per la libera condivisione di file e sapere), per i precari che il 27 ottobre 2004 si sono autoridotti il costo del biglietto al cinema Capitol e per alcuni occupanti del treno che il 1° maggio scorso ha portato centinaia di precari bolognesi alla "mayday" milanese.

Questo clima politico che vuole annullare qualsiasi forma di dissenso per tutelare gli interessi di chi si arricchisce speculando sui bisogni dei lavoratori, dei precari e degli studenti bolognesi, e' alimentato da tutti i poteri forti della citta', sindaco Cofferati in primis, che vuole continuare a fare di Bologna una citta'-laboratorio dove l'Unione possa sperimentare quelle pratiche di governo repressive e legalitarie che dimostrino come anche a sinistra si possa governare per tutelare la sicurezza dei "bravi e onesti cittadini" a spese di tutti gli esclusi, non tutelati, immigrati e lavoratori precari. Come negli anni '70, quando l'allora P.C.I. contro il movimento, si fece paladino dell'ordine costituito per dimostrare la sua "fedelta'" allo Stato e il suo essere partito di governo, cosi' oggi qua a Bologna si fanno le prove generali di quella che sara' la politica reazionaria e destroide del futuro Partito Democratico, di cui Cofferati e' tenace sostenitore.

Di fronte a questi pericolosi attacchi, il C.U.A. non puo' che continuare ad essere al fianco di tutti coloro che vengono colpiti dalla repressione, continuando a praticare le nostre lotte, dicendo no a chi vuole ingabbiare il dissenso, a chi non vuole dare risposte politiche a problemi sociali ma ne criminalizza le forme di lotta a suon di denunce e arresti.

DI FRONTE ALLA REPRESSIONE L'UNICA RISPOSTA E' LA LOTTA

Video: La carovana del conflitto in fuga dalla precarietà

Incontro con le universita' francesi in rivolta.
Dalla Sorbonne, dalla Jussieu, da Saint-Denis a...
Bologna: lunedi 10 aprile ore 15 aula III Via Zamboni 38

video: http://www.ngvision.org/mediabase/561

Alt! Document!

Da qualche tempo all'entrata del 36 di via Zamboni e' apposto l'avviso che da meta' marzo sarebbe stato attivato il controllo elettronico del badge. Nonostante i ritardi nell'entrata in funzione, questo progetto verra' presto realizzato. Cio' comporta non solo una limitazione dell'accesso per chi non e' iscritto a determinate facolta', ma anche un controllo sistematico degli stessi iscritti che per meglio uniformarsi al nuovo modello di una universita'-fabbrica ora dovranno anche timbrare il cartellino. Il pretesto dell'Ateneo e' sicuramente quello di offrire un miglior servizio agli studenti appartenenti alle suddette facolta', ma inrealta' e' solo l'ennesima trovata per sottoporre un nuovo tassello degli ambienti universitari a nuove forme di controllo: ogni ingresso e ogni uscita lasceranno immancabilmente traccia del passaggio di ognuno di noi.

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Libertà per l'antifascismo!

La giornata di sabato 11 Marzo ha visto, nelle strade di Milano, lo sfilare a braccio teso della Fiamma Tricolore.

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Il degrado sono gli spazi vuoti!

Oggi, 25 febbraio 2006, il precariato cittadino libera da anni di abbandono e muffa uno dei luoghi dell'abbandono del territorio bolognese. Con l'occupazione dell'ex-mensa di San Donato vogliamo porre sotto gli occhi della citta' il vergognoso stato in cui versa ora questo luogo, che per anni ha saputo fornire un servizio sociale significativo a tutto il quartiere.

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La prima facoltà è quella di lottare

La vetrina dell'ateneo bolognese apre i battenti a studentiesse medi.

"La prima facolta' e' quella di scegliere" e' affisso nel padiglione; aggiungeremmo anche l'unica
viste le condizioni dell'ateneo bolognese e dell'universita' in genere.

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Cua_zine Gennaio 2006

Primo numero del foglio del Collettivo Universitario Autonomo, C.U.A.zine vuole essere momento di riflessione collettiva e di costruzione di spazi comunicativi in cui andare a declinare tutte le sfaccettature di una lettura di parte, antagonista, del mondo universitario e non.

E' stato un caldo autunno quello che abbiamo passato quest'anno; mesi di lotte, manifestazioni e occupazioni che in tutta Italia hanno visto riemergere con determinazione la soggettivita' studentesca. Un movimento nato in occasione della mobilitazione su scala nazionale contro l'approvazione definitiva del d.d.l. Moratti, un ulteriore tassello del progetto ormai quindicinale di trasformazione del mondo della formazione in fabbrica sociale, come luogo della produzione e riproduzione dei rapporti sociali di sfruttamento basati sulla precarieta' lavorativa ed esistenziale. Un movimento che con forza e determinazione ha saputo opporre l'antagonismo studentesco, con pratiche di riappropriazione di tempi, di spazi e di saperi.

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